Perfetta letizia. Dal 29 novembre 2018 alla Temple University di Roma

Perfetta letizia. Dal 29 novembre 2018 alla Temple University di Roma

Parterre Officine Sociali

presenta

Perfetta Letizia

da un laboratorio condotto da Gioacchino Pontrelli con ospiti della struttura residenziale

terapeutico-riabilitativa per il disagio psichico Villa Letizia di Roma

mostra a cura di Andrea Ruggieri e Gianfranco Geraci

con la collaborazione di Maria Elena Raschi

Organizzazione Roberta Romano

Gallery of Art

Temple University Rome Campus

Lungotevere Arnaldo da Brescia 15 | Roma

29 novembre – 1 dicembre 2018

vernissage giovedì 29 novembre 2018 | ore 19,00

“Perfetta Letizia” è una scommessa, una consapevole interpretazione del mondo circostante, un approccio ai luoghi più spaesanti, una dichiarazione di intenti. Perfetta Letizia è la mostra che presenta gli esiti finali della quarta annualità del progetto di arte e terapia Colori nella notte. Arte contemporanea a supporto del disagio psichico e sociale ideato e promosso dall’Associazione Parterre Officine Sociali, un laboratorio artistico che vede interagire gli ospiti della struttura residenziale terapeutico-riabilitativa Villa Letizia di Roma con il lavoro di Gioacchino Pontrelli, sotto la supervisione dello psicoterapeuta Gianfranco Geraci. Da settembre 2017 a ottobre 2018 uomini e donne di età e storie diverse hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le tecniche del disegno e della pittura, sperimentandone le capacità espressive, mimetiche o immaginifiche, giungendo a risultati sempre nuovi per tecnica e per composizione.

Rispetto agli anni precedenti, il lavoro si è evoluto in direzioni differenti – ora più figurative, ora più astratte –, ma è sempre stato indirizzato dalle figure di riferimento con un riguardo speciale alle naturali inclinazioni dei partecipanti, al fine di esaltarne le potenzialità più o meno manifeste. Dopo una prima fase di integrazione del gruppo “storico” con i nuovi elementi e nuove sperimentazioni con la matita e il colore, le finalità terapeutiche hanno incontrato gli intenti formali per mezzo di un’osmosi creativa, mantenendo come obiettivo comune la proposta di un progetto espositivo strutturato.

La mostra/evento tiene dunque conto delle diverse personalità degli artisti, del differente percorso compiuto  in quattro anni di intenso lavoro e si struttura come un disordine organizzato di pitture su stoffa, di tele di piccole e medie dimensioni e una serie di disegni su carta che sanno restituire la flagranza del gesto istintivo, di un approccio all’arte disinibito e ancora incantato, che non ci piace definire Outsider, ma al contrario Insider.


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