I colori si rivelano la notte

I colori si rivelano la notte

Parterre Officine Sociali

con il contributo di The Nando Peretti Foundation

presenta

I colori si rivelano la notte

a cura di Andrea Ruggieri

da un laboratorio coordinato da Gianfranco Geraci e condotto da Gioacchino Pontrelli

con ospiti delle strutture residenziali terapeutico-riabilitative

per il disagio psichico Villa Madre Chiara Ricci e Villa Letizia di Roma

Gallery of Art

Temple University Rome Campus

Lungotevere Arnaldo da Brescia 15 | Roma

14 – 18 giugno 2016

vernissage martedì 14 giugno 2016 | ore 18,30

in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Scuola di Didattica dell’Arte – Corso di Diploma Accademico di II Livello in Arte per la Terapia

La mostra presenta gli esiti finali del progetto Contemporary Art in Support of Drop Out People in XII Municipality of Rome, ideato dall’Associazione Parterre Officine Sociali con il supporto della Nando Peretti Foundation, un progetto che ha visto per sette mesi interagire gli ospiti delle strutture residenziali terapeutico-riabilitative Villa Letizia e Villa Madre Chiara Ricci di Roma con il lavoro di Gioacchino Pontrelli, coadiuvato da sei studentesse del secondo anno del Corso di Diploma Accademico di II livello in Arte per la Terapia dell’Accademia di Belle Arti di Roma, sotto la supervisione dello psicoterapeuta Gianfranco Geraci. Da settembre 2015 a maggio 2016 un numero ristretto di uomini e donne di età e storie diverse ha avuto la possibilità di confrontarsi con il disegno e la pittura, sperimentandone le capacità espressive mimetiche o immaginifiche, giungendo a risultati inaspettati per tecnica e per composizione.

Dopo una prima fase di integrazione del gruppo e le prime sperimentazioni con la matita e il colore, il lavoro si è evoluto in direzioni differenti, ora più figurativo, ora più astratto, indirizzato dalle figure di riferimento nel rispetto delle naturali inclinazioni dei partecipanti e al fine di esaltarne le potenzialità più o meno manifeste. Con tale approccio le finalità terapeutiche incontrano gli intenti formali per mezzo di un’osmosi creativa, mantenendo come obiettivo comune la proposta di un progetto espositivo strutturato.

La mostra vuol dunque tener conto delle diverse personalità, del differente percorso compiuto da ognuno e si struttura come un disordine organizzato di pitture su stoffa, di tele di piccole e medie dimensioni e una serie di disegni su carta che sanno restituire la flagranza del gesto istintivo, di un approccio all’arte disinibito e ancora incantato.


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